#ANCI2013 – Casa, welfare, salute, accoglienza: le priorità dei sindaci

#ANCI2013 – Casa, welfare, salute, accoglienza: le priorità dei sindaci

FIRENZE – Casa, welfare, salute, accoglienza, disoccupazione giovanile, turismo. Così i sindaci italiani declinano il titolo “i Comuni tra meno risorse e più bisogni”, panel pomeridiano della XXX Assemblea nazionale dell’Anci a Firenze alla presenza tra gli altri dei ministri Cecile Kyenge e Beatrice Lorenzin.
Il primo cittadino di Messina si concentra “sull’attenzione da riservare agli ultimi, e non agli F35”, sulla “necessità di accogliere i nostri fratelli africani cambiando la legge sull’immigrazione” e sullo “sviluppo, che deve partire dal sud”.
Si concentra invece sulla questione dell’abitare l’intervento di Alessandro Bolis, vicesindaco di Carmignano di Brenta, secondo cui “il Paese è da troppo tempo privo di una politica abitativa seria, per questo dobbiamo dare un segnale forte in tal senso. Non si può risolvere il problema con la riduzione a 40 milioni del Fondo per gli affitti, se consideriamo che la sola città di Torino ne utilizzava 22”.
Micaela Fanelli, sindaco di Riccia, si concentra soprattutto sul welfare, “sull’incombenza quotidiana degli amministratori comunali che vogliono e devono assistere i bambini vittime di violenza, i malati di Sla, gli anziani. Che devono fronteggiare i problemi di alcolismo e droga, che hanno bisogno di presidi medici territoriali. E che non vengono assolutamente coinvolti nella fase di programmazione del Patto per la salute”.
Da delegato Anci alle Politiche giovanili, l’assessore biellese Roberto Pella si concentra sul problema della disoccupazione giovanile: “Il ruolo dei Comuni – dice – deve ritornare centrale, a partire dalla questione dei fondi strutturali”.
“Più coraggio nella semplificazione, meno gabbie europee,fare sistema, turismo e wi-fi gratuito” sono infine le ricette del sindaco di Assisi Claudio Ricci per uscire dall’impasse. In particolare, dice Ricci,”dobbiamo renderci conto che se non si modificano i parametri europei non saremo mai in grado di fare tutto quello che vorremmo e di cui parliamo per assicurare servizi ai cittadini”. Intanto però una delle chiavi di volta per il rilancio “è il turismo: serve un ministero, nel 2020 questa parola può produrre 500 mila nuovi posti di lavoro”.

abolis

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